mercoledì, gennaio 17, 2007



DELL'INSONNIA E DELLA FATICA DEL RIMANERE SVEGLI

Io sono due o tre mesi che non dormo.
Non proprio del tutto, che non dormo.
E' che sono stata abbandonata dalla mia fase REM.

Io vado a dormire. Mediamente tra le 11 e le 2.
Bicchiere d'acqua.
Finestra aperta.
Cambio dell'aria.
Spazzolino e denti.
Cotone e struccante blu.
Pantaloni neri della tuta.
Maglietta rosa a maniche lunghe.
Finestra chiusa. Aria cambiata.
Libro.
Luce da lettura.
Lettura.
Malox.

Quando spengo la luce so di avere sui bordi delle labbra un residuo di pastiglia bianca. Il residuo della mia difficile digestione.

E parte tutta una lotta tra me e il mio sonno.

Che io di mio con meno di 8 ore di sonno sono già uno straccio. Che verso le 3 del pomeriggio inizio a guardare con invidia i negozi di materassi, i mucchi di vestiti morbidi appoggiati sui banconi. Anche un tavolino, al massimo, dove poter appoggiare la testa e crollare quell'oretta che fa la differenza.
E tutto questo già normalmente.

Da quando l'ernia iatale ha deciso di arrivare insieme agli scrocchinquilini tutto va molto peggio.
E il sonno è una parentesi rosa tra un rumore e l'altro. Tra un occhio che si apre e un cervello che di colpo ricomincia a pensare quando nessuno gliel'aveva chiesto. Un sonno così, come una distrazione.
Poi, la sveglia.


E ci sono delle notti che il tenente webb si sveglia anche lui e ci si manda un messaggio così, tra insonni.
Ma ci sono anche delle notti che hai finito il libro e non ti rimane che concentrarti sui rumori del letto che cigola, dell'amicaimmaginaria che le suona la sveglia delle quattroemmezza, sugli ecuadoriani che cantano ubriachi, sulla neonata che piange, sui cani che abbaiano, sulle stelle che stanno già per sparire e tu ancora non hai trovato la tua fase REM neppure nascosta sotto i vestiti da lavare.

1 commento:

gufo ha detto...

puoi sempre telefonarmi, piccina della tua mamma, giusto verso quell'ora lì. :-)