martedì, aprile 01, 2008



SALVATEMPO

Sembra che gli astrologi dicano che questo è l'anno degli scorpioni.
L'anno in cui le cose vanno a posto, l'anno delle soddisfazioni, delle cose attese e mai trovate, della tranquillità. L'anno dei Finalmente e dei Era l'ora. E anche del Me lo meritavo, perchè ci sono cose dove è anche giusto glorificarsi un po', insomma.

Io all'astrologia non ci credo, ma quando è a mio favore si.


In effetti è così. Vivo di soddisfazioni, ultimamente. E' tutto così bello, così pieno di vita, questo incasellarsi nei posti gusti. Sembro mago merlino quando fa le valigie danzando per la stanza con la bacchetta magica.
Saranno tre mesi che non litigo con nessuno.
E' il mio record personale. Medaglia d'oro alle olimpiadi dell'ansia.
Sono felice, ecco.
E anche un po' sognante, che non guasta. Tutta piena di sabbia di sogno.


Però. Ci sono i però anche nell'astrologia.
C'è che tutto non ci sta. E sto facendo delle scelte. Non solo di tempo, ma soprattutto scelte di testa. Sto impedendomi di schiacciare nei miei cassetti centinaia di cose da fare, per non vedere esplodere l'armadio.

Mi sto tenendo dei tempi morti, perchè non voglio arrivare al punto che mi vedo con gli amici quando ho un buco in agenda.
Amici, la prima volta che guardo l'agenda per dirvi quando ci possiamo prendere un aperitivo, uccidetemi.


Mi sto tenendo dei tempi morti per metterci dentro delle cose all'ultimo.
Come dopodomani, che vado a Milano a pranzare con il mio partigiano di riferimento. Io e lui al suo tavolo del self service, dove i camerieri lo salutano per nome. Mi verrà a prendere sul binario, il mio partigiano di riferimento. E sarà un pranzo bellissimo. Ma un pranzo che posso concedermi, decidendolo all'ultimo, soltanto perchè scappo dall'idea di un incastro quotidiano costante.


E per scappare da questo incastro quotidiano, devo rinunciare a qualcosa.
Alcune cose piccole, momentanee. Un aperitivo in meno, le cose delle donne con meno frequenza, un cinema che muoio addormentata prima che inizi.
Ma soprattutto il teatro.


La Gloriosa Compagnia Teatrale compie quattro anni, a maggio.
Io non la sto soffocando con un cuscino, non la sto abbandonando sulla ruota del convento. Ma la sto lasciando un po' da sola.
Mi rodo di sensi di colpa, per questo, e mia moglie è lì che un pochino mi guarda male, quando mollo, quando non ce la faccio.
Faccio fatica, a non farcela.

Perchè mi dispiace, perchè non sarei quello che sono, senza quattro anni di Gloriosa Compagnia.
E' stato il primo passo verso il mio equilibrio.
Non sarei tutta circondata dalle meravigliose persone che mi circondano, senza la Gloriosa Compagnia Teatrale: mia moglie, l'attricebionda, il fotografo più bravo del mondo...
E altri li avrei persi, magari, perchè non c'è cosa più bella che seppellire le radici di un'amicizia in una passione comune.


Ma adesso è il momento per me.
E' la mia partita a poker per non finire a fare la maestra frustrata tutta la vita.
E' il mio rilancio per vedere se mi va di stare bene con la persona con cui sto bene: è il momento per me, anche per il pezzettino che è con lui.
Una storia, per quanto strana, per quanto in bilico, non vive di ritagli di tempo.
Se è sepolta dalle agende, una storia muore di soffocamento.


Io spero che tutte le mie meravigliose persone lo capiscano, che ho bisogno di questo tempo, di questa lontananza dalla Gloriosa Compagnia Teatrale.
Che ho fatto delle scelte, anche se mi pesano, anche se mi dispiacciono.
E che capiscano che sono scelte di adesso, ma mica di sempre.
Gramsci29 non è che l'abbandono. Diciamo che la dò in affido.






3 commenti:

amber ha detto...

Anch'io sono in pausa di riflessione, da tante cose.
Perché penso che le pause di riflessione bisogna farle, ogni tanto.
Quando le cose non vanno per il verso giusto, come è per me adesso, e quando invece ci vanno che allora diventa ancora più importante riuscire a tenersi su.
Per non rischiare di strafare.
E non è uno strafare di appuntamenti sull'agenda, non solo.
E' uno strafare interiore di troppe cose che ti chiedono pensiero e amore e entusiasmo e passione e slancio. Che per rimanere tali hanno bisogno di essere lasciati a decantare per un po', a volte.
Senza che per questo vadano persi, anzi.
Torneranno al momento giusto, come gli uccelli quando sentono che arriva il caldo. E' difficile che si sbaglino. :-)

a domani?
i baci di buona nanna

Anonimo ha detto...

hai tutto il mio sostegno, per quanto possa servire...

Il lettore padovano

lanessie ha detto...

bella questa cosa degli uccelli migratori...bellissima! :O)

lettore padovano, che bello il tuo costante appoggio! :O)