mercoledì, aprile 16, 2008


THE DAY AFTER

Le percentuali. I musi lunghi. L’ironia per non crederci. Le analisi. Le recriminazioni. Le lacrime al telefono degli amici. La spagna la spagna la spagna. Io lo dicevo che andava così. Io invece ci speravo veramente. Se lo sapevo votavo Sinistra Critica. Se lo sapevo non buttavo via il mio voto al Pd. Se lo sapevo…
Un tappeto di umanità depressa. Che paese di merda. Che popolo di stronzi. Stronzi e razzisti. Si devono dimettere, ecco cosa devono fare. Tutti. Bossi che sbava in diretta. La spagna la spagna la spagna.
Gli occhi aperti la mattina: è tutto vero? Si tesoro, è tutto vero. Allora abbracciami più forte.
Fini prossimo presidente della Camera. Siamo tutti extraparlamentari. Tremonti in televisione che dice che gli mancheranno i comunisti in parlamento. La spagna la spagna la spagna.
Il manifesto esaurito in edicola. L’edicolante che dice Non me l’aspettavo. La lavatrice bianca da stendere. La locandina del Secolo che parla del Doria, come se niente fosse. Come scorre la vita, il giorno dopo una catastrofe? Esattamente come il giorno prima, apparentemente.
Gli amici svizzeri che dicono Ma cosa è successo? Una nuova categoria da inaugurare sul blog: Achtung, extraparlamentari!
La pioggia battente sulle nostre idee arrugginite di rivoluzione. Di resistenza. Che fare? E adesso? Come si organizza la resistenza in un paese con 5 milioni di leghisti? 5 milioni. Le zucchine in padella, per pranzo. La spagna la spagna la spagna.
I messaggini, depressioni in 160 caratteri. Oddio, hai visto i risultati? Sto andando ad ubriacarmi. Partiamo. Andiamocene. Aiuto. La spagna la spagna la spagna.
I momenti di depressione. I momenti in cui non ci pensi più. E poi ci ripensi. Mia moglie che scopre che i fascisti esistono, tornando a casa. Perché a Genova uno non se ne accorge. E poi fa più male.
I piani per conquistare il mondo che si atrofizzano in piccole utopie di sopravvivenza. Compriamo un etto di menta piperita e proviamo l’infuso con le bucce d’arancia? Il 25 aprile che magari è l’ultimo. Gli amici gay che dicono Se avremo bisogno di una copertura ci sposate? Ferrara ministro della Sanità. Il ritorno della riforma Moratti. La riscrittura dei libri di testo. Avrò ancora un lavoro?
Chi dice Ci sbatteranno fuori dall’euro. L’argentina dietro l’angolo. La paura, palpabile. Cercare di capire come abbiamo fatto a restare soli. Bersani che racconta barzellette in tv mentre noi vogliamo soltanto morire sul divano.
La spagna la spagna la spagna. Cinque anni. Che sono i cinque anni più importanti della mia vita.
Quelli che ancora adesso non hanno capito come funzionava la legge elettorale.
Uno yogurth coi lamponi. Il rossetto anche se è giorno.
Questo pugno nello stomaco. Questo lutto da elaborare. Questo paese da capire cosa farne. Questo capire cosa farne di noi. Come, fare.
Il workshop di teatro. Montiamo la scena della piazza. Siete pronti?.
Mangiare il pandoro col latte, a mezzanotte. Domani si lavora.
Come scorre la vita, il giorno dopo una catastrofe?
Esattamente come il giorno prima.
Apparentemente.

8 commenti:

Andre ha detto...

Depressione post-voto... Durerà parecchio, mi sa... A questo livello proprio non me l'aspettavo...

O' Pastore ha detto...

Io una proposta di resistenza ce l'ho. Anzi, di Resistenza. La trovi da me.

Ma non credo sia quella della Comune-ty.

Mi spiace dover sembrare un figlio di puttana, ma per la Resistenza, ci vuole energia e perseveranza, pazienza e tenerezza.

lanessie ha detto...

@ andre: non se l'aspettava nessuno. Anzi no, secondo me il pd se l'aspettava. E non ce l'hanno detto

@ O' pastore: perchè figlio di puttana? Condivido l'energia, la perseveranza, la pazienza. e ovviamente la tenerezza. tutto sta nel mediare la tua mozione Martin Luther King con la nostra tendenza Malcom X :O)

Anonimo ha detto...

...molto apparentemente...

Il lettore padovano depresso

O' Pastore ha detto...

Perchè le caratteristiche della Resistenza non sono per tutti.

Non sono per i sinistrorsi del "ma come cazzo fai a votare... (inserire partito non cummunista)";
Non sono per i "la rivoluzione oggi no, domani, forse, ma dopodomani, sicuramente!";
Non sono nemmeno per i "tra tutte le cose che ho da fare..."

La Resistenza che si va delineando, e non solo da me, è un nuovo modo di guardare le cose, è un agire perchè si è già pensato, e si ha deciso che anche gli altri devono cominciare a farlo, anche se fa male...

Questa volta sono serio, energicamente serio.

lastreganocciola ha detto...

@ pastore, ho letto tutto il tuo post: ma, con parole tue? qual è la prassi che proponi? non è critica, è curiosità. molto seria.
@nessie, propongo di eleggerti Narratore Ufficiale della comune-ty.

lanessie ha detto...

@lettore padovano: resisti!!!!!! :O)

@ o' pastore: ti risponderò nei post

@streganocciola: non è che lo ero già, volente o nolente? (e soprattutto volente o nolente la comune-ty?) ;O)

e.talpa ha detto...

Il ritorno della Talpa, in breve ed estemporanea qui da link della strega.
Con un paio di domande:
- eri anche tu in un seggio a veder consumarsi la tristezza in uno stillicidio goccia a goccia, anzi scheda a scheda, man mano che uscivano dall'urna e se ne vedevano le proporzioni?
- che significa se lo sapevo non buttavo il mio voto al PD? e io che già ti immaginavo come Rizzo a lanciare folli strali, come se la causa della scomparsa dal parlamento fosse la scomparsa del simbolo, e non la distanza, la scomparsa, dalla società.

PS: Anzi no, secondo me il pd se l'aspettava. E non ce l'hanno detto Chiaro che se lo aspettavano. Tutta la manovra del "correre da soli" è stata da subito, come nel gioco dell'oca, una scelta di saltare un turno (al governo) per poi esserci solo loro (come candidati) la prossima volta. Già questo mi sembrava un motivo sufficiente per non votare Veltroni: uno che sceglie, pur di cancellare la sinistra, di consegnare il Paese a Berlusconi (rinunciando all'alleanza con la sinistra), poi può chiedermi di votarlo "per non consegnare il Paese a Berlusconi"?!

E siccome non posso trattenermi, un "io l'avevo detto" secondo me ci sta. Perché quando dopo Vicenza, dopo il dodecalogo, dopo il 20 ottobre, continuavo a ripetere che l'elettore non avrebbe saputo che farsene di una sinistra supina, che se non avessero fatto cadere il Governo la gente non avrebbe più creduto che la sinistra potesse essere "diversa" "alternativa" "credibile"... ecco che ora gli operai votano Lega (il che per inciso dimostra pure che quando votavano comunista forse erano abituati più che convinti), e da un certo punto di vista hanno pure ragione, nel senso... e la gente non ti capisce non puoi prendertela con loro, devi chiederti dove hai sbagliato tu, che non sei riuscito a farti capire.

Ripartire dalla base. Stare in mezzo alla gente. Ne avremo preso occasione, sia qui in Valle che a Vicenza... ci sarete? ci saranno?