domenica, marzo 22, 2009



Ho vissuto più di tre anni con mia moglie.
Non ci sarei riuscita con nessun altro: negli ultimi tre anni avrei triturato la psiche di ogni maschio che avesse azzardato una convivenza. Ma con mia moglie ha funzionato ed è stata una convivenza impeccabile.
Fa tanto che sono capitate intere settimane in cui non ci siamo mai viste, pur dormendo sotto lo stesso tetto. sapevamo che non eravamo rimaste vedove solo per le reciproche tracce di presenza, piatti sporchi, bigliettini di saluto sul tavolo, vestiti stesi.
C'è stato anche un periodo dove ci vedevamo molto di più, quando avevamo una compagnia teatrale in comune, poi io non ce l'ho più fatta e ognuna ha seguito la sua vita, mantenendo però una copia delle chiavi che aprono la stessa porta.
Mi ricordo una volta sola, che abbiamo litigato, ed è quando le ho cambiato il piumone del letto senza dirglielo perchè il mio era piccolo e in due sotto non ci stavamo.
Credo fosse la prima notte che Stakanov dormiva da me. Ma non sono sicura, forse era un uomo prima.
Comunque, quella volta, mia moglie quasi mi uccide.
Del resto io quasi la uccido quando non si è presentata per il trasloco e il materasso glielo abbiamo portato noi, su per vico dolcezza ad agosto.
Uno a uno, palla al centro.

Abbiamo convissuto in via glutei sodi e poi in vico dolcezza, aggiungendo alla nostra convivenza i suoi ed i miei uomini di passaggio, gli scrocchinquilini del festival della scienza, moltissimi amici sul divano, un paio di fidanzati un po' più seri, una marea di aneddoti in condivisione, uno spettacolo teatrale, una scenografia, i mobili dell'ikea pezzo per pezzo. 
Se ripenso alla Seppia, che è stata la mia prima coinquilina, o alla donna che si faceva frustare a pagamento, in erasmus, penso che mia moglie sia stata la cosa migliore che potesse capitarmi per dividere un affitto. 

Poi, nel pieno delle piogge di questo autunno, lei e il suo ultimo fidanzato decidono di andare a vivere insieme.
Si decide per un trasloco incrociato: la ragazza fuori moda lascerà la sua casa alla coppia e si trasferirà nella stanza di mia moglie.
Si decide per la data del trasloco, e la data è ieri.
Giovedi mia moglie attende il suo uomo in trasferta per iniziare a fare le scatole.
Giovedi lui sparisce. 

Così adesso le cose di mia moglie sono ancora tutte lì, insieme a quelle della ragazza fuori moda che invece sono già arrivate.
Ma soprattutto è lì mia moglie, costretta ad andare via da casa entro la fine della settimana, da sola perdipiù, perchè ormai era tardi per fermare tutto.
Non c'è tristezza che tenga per un padrone di casa. 

Di tutti i modi in cui mi sarebbe piaciuto concludere una convivenza di tre anni, essere la comparsa del Premio della Giuria "Gran figlio di puttana 2009" non era quello che desideravo.
E con tutto quello che questa storia mi smuove, tra l'altro, perchè le similitudini con un uomo che in Svezia alla fine decise di andarci da solo ci sono tutte.
Fatte le dovute proporzioni, spiegazioni, perdoni e comprensioni a posteriori.
Però mi smuove e mi fa stare male.
Per lei, ovviamente, ma anche per me, che trovo conferme dappertutto dei rischi che si corrono a dare fiducia.

Così adesso devo respirare profondo, rimboccarmi le maniche e ricostruire da zero vico dolcezza con la ragazza fuori moda, rendendo il più soffice possibile la partenza di mia moglie.
Ho voglia di progettare e di fare cambiamenti, ma c'è un pezzettino di me che vorrebbe lasciare tutto e trovare una casetta in solitudine, senza malesseri altrui che rimangono a galleggiare nell'aria.
Un pezzettino di me che verrà seppellito dalla voglia di condividere le cose con la ragazza fuori moda, ma che è lì che urla che nella solitudine, almeno, si è sicuri di non sbattere la faccia contro il muro. 

3 commenti:

e. ha detto...

"nella solitudine, almeno, si è sicuri di non sbattere la faccia contro il muro"

A-ha...! In quale vita????
Ci si incasina a dare fiducia, ci si incasina uguale a non darla, guarda.
Io penso che l'unica è sapere che se va male si è capaci di rialzarsi. E che si può andare a frignare sulla spalla delle amiche.
Il resto è solo una questione di culo :-)

lastreganocciola ha detto...

ma certo che delle volte ci hai delle idee proprio geniali, neh? tipo divenatre una di quelle belle persone acide che non si fidano di nessuno e hanno sempre da dire e da criticare... Oppure una gattara, o quella che scrive insulti sui bidoni. Un futuro luminoso, insomma :-)

puntoggi ha detto...

eppoi, nessie, anche a vivere da soli, ti credi che le sofferenze altrui le tieni fuori dalla porta? garantito al limone che non è così: si soffre per empatia con le persone care. ma è questo che ci rende splendidi. e ci incasina la vita. ma credo anche che se non ci fossero quei casini andremmo a cercarcene di nuovi, più fantasiosi e financo peggiori. orsù! a dar fiducia, la maggior parte delle volte lo si piglia in culo, ma le volte in cui è fiducia ben riposta (e qui parlo per me) ripaga di tutte le delusioni subite. ad ogni modo, mercoledì ci occuperemo assieme di te e delle tue tristezze... :-)