venerdì, giugno 13, 2008


Io, se mi avessi come ragazza, mi sarei già lasciata.
Perchè, fondamentalmente, sono insopportabile.
C'è da dire che, come dice la mia pissipissibaucologa, adesso me ne rendo conto. E' un passo avanti - mi dice - siamo sulla buona strada; la presa di coscienza è il primo passo e bla bla bla.
La vera verità è che sarò cosciente, ma resto un'inguaribile spaccapalle.

Il mio approccio alle storie d'amore è quello di un conoscente che abbiamo sbagliato ad invitare al ristorante.
Passerà la serata a lamentarsi del cibo, e quando tutti se ne andranno scontenti, lui si lamenterà anche della compagnia.
Autolesionismo, lo definirei, se non fossi un'amante della metafora

Io, con Stakanov, faccio moltissime cose belle.
Moltissime, e bellissime.
Poi, abbiamo la lontananza. E la stanchezza. A volte l'otite e il raffreddore. E il sonno.
Un po' cose bellissime, un po' cose che non funzionano.

Io sono così, che quando ci sono le cose moltissime e bellissime mi sento felice, che mi specchio nel fiume o nel vetro di camera mia e mi dico Chi mai può essere più felice di me? come nelle favole di Andersen.
Ma sono sempre io anche quando, se c'è la lontananza, la stanchezza, l'otite e il raffreddore, mi specchio nella luce morta del mio bagno e penso  Me misera, me tapina, chi è più infelice di me? come zio paperone.

Voi non lo sapete neanche quanto mi vorrei lasciare, quando sono zio paperone.
Mi abbandonerei con un biglietto sul tavolo che dice Sono andata a comprare le sigarette, perchè non mi merito niente di più.
Abbandonerei la Nessie spaccapalle e scapperei a Cuba con la Nessie divertita, divertente e appassionata. E non le manderei neanche una cartolina, a quella stronza.
Se solo potessi, la Nessie stronza, la seppellirei viva, la farei mangiare dalle formiche rosse, la lapiderei con tutte le stronzate che ha fatto in 26 anni, le legherei ai piedi il masso della sua pesantezza insopportabile e la farei affondare nella fossa delle Marianne.

Se solo, solo ne fossi capace, Stakanov, ti direi che sono così felice, quando sono felice, che non c'è bisogno di esserlo sempre, comunque, nel bene e nell'otite. 
Se solo ne fossi capace, mi terrei dei pezzetti di felicità di scorta da usare quando c'è anche la vita, di cui tener conto.
E invece è sempre così, che li brucio tutti subito, i pezzetti di felicità, e poi mi lamento che le ceneri non profumano.


5 commenti:

il lettore padovano ha detto...

stakanov, resisti...che a me, da lettore, non sembra proprio che, la nessie, ci si possa concedere il lusso di lasciarla scappare via!

lastreganocciola ha detto...

io mi ricordo una bimba che girava in tondo in una grande anticamera. con le mani dietro la schiena, borbottando "...pensieri cupi, pensieri cupi..." "Cosa fai?" "Eh, come zio paperone, no?" Tutto da sola, personaggio e didascalia: ma era irresistibile, a dire il vero.

lanessie ha detto...

grazie ad entrambi i sostegni!:O)

Anonimo ha detto...

mischiaci l'incenso dei pensieri nostalgici e cullevoli, ai momenti felici, almeno le ceneri profumeranno...

lanessie ha detto...

che bel consiglio profumato! grazie :O)