lunedì, febbraio 22, 2010



Sto uscendo con due uomini.
In modi e in termini diversi, ma abbastanza da poter osare un confronto.

Uno è l'Uomo Ideale.
E' bello. E' molto bello.
E' ricco di famiglia.
E' un vero intellettuale di sinistra.
E' l'uomo che si potrebbe presentare ad una nonna e garantirsi la sua approvazione imperitura.
E' gentile.
E' interessante.
Ve l'ho già detto che è bello?
Ha prospettive di carriera.
E saprebbe ripararmi un computer così come una grondaia.
E io, con lui, mi annoio.
Mi annoio a morte.
Esco con lui e non so cosa dirgli.
Lo ascolto parlare ed è come essere ad un collegio docenti.
Non c'è modo di fare una battuta perchè è di quegli uomini che ti fanno sentire inadeguata a ridere.
Di quegli uomini che ti guardono e sembrano dirti Cazzo ridi, in questo mondo di merda?
E' un uomo che non avrei il coraggio di dirgli che mi piace saltellare per casa cantando Gennaro Cosmo Parlato o la Mannoia o un vecchio Guccini o Victor Jara, perchè è un uomo da Coltrane e Bjork.
E chi glielo dice che Fitzcarraldo mi ha fatto schifo? Che lascio salire il gatto sul tavolo? Che devo lavare i piatti da sabato?

Invece l'altro.
L'altro non sarebbe piaciuto a mia nonna.
Ma, del resto, chi sarebbe piaciuto a mia nonna?
L'altro è tutto un non. Non è bello, non è ricco, neanche di famiglia, non è un uomo da debutto in società, decisamente. Non è un uomo che mi viene di pensare da passarci la vita.
Ma mi fa ridere.
E sa come si parla ad una donna.
E mi fa le sorprese, mi porta al cinema come se fosse la cosa più desiderabile del mondo, e mi asciuga le lacrime.
Mi cucina una cena di antipastoprimosecondo squisitamente senza carboidrati. E' un uomo che sa come accarezzare la mia dieta.
Mi compra il pesce per il gatto.
Mi canta le ninnananne con la sua voce incredibile.
Mi parla in tre lingue.
Mi ripete continuamente quanto io sia incredibilmente bella.
Ogni tanto se ne va via, quando è a un passo dall'invasione dei miei spazi.
Mi chiama Biancanessie. E a volte Amore, ma con la leggerezza di un intercalare.
E poi ha scoperto che a Maggio non costa niente portarmi in un posto del mondo dove non sono mai stata.
Allora ha preso ferie. E mi ha detto di pensarci quanto voglio, a questa ipotesi di viaggio. Che lui, però, intanto faceva in modo di esserci, se alla fine io avrò voglia di partire.

Io, non so, sarà che sto emergendo dall'apnea Omm della Tempesta.
Che non mi potevo mai aspettare niente.
Che per vederci ci voleva l'agenzia di viaggio.
Che mi sentivo in colpa a chiedergli di esserci.
Che qualsiasi cosa potesse essere vagamente lungimirante era spaventoso per lui come per me una pantegana nel bagno. Che dopo tre anni di storia se avessi provato a proporgli, a febbraio, un viaggio a maggio gli sarebbe venuta una sincope.
Che non faceva che ripetermi che comunque, magari, lui poteva anche scegliere di partire, mica era sicuro che fosse ancora qui, domani.
Che siamo arrivarci a chiamarci amore con la lentezza e la pesantezza di un libro di Moccia.

Io in questo momento mi sento coccolata, mi sento desiderata e divertita da un uomo improbabile.
Per quelle cose della vita che ogni tanto si riarrotolano su sè stesse.
Io, dell'omm della tempesta, sono stata perdutamente innamorata e mai felice.
Adesso non sono innamorata, ma sono felice.
E penso che sia esattamente quello che mi ci vuole.
Mi sento come quando ti invitano a ballare il liscio alla festa dell'unità, che non sai dove guardare dalla vergogna ma in fondo ti diverti da morire. E poi ti fanno fare anche il caschè e ti manca il fiato e inizi a ridere come una scema, sulla pista del liscio.

E le evidenti differenze con l'Uomo Perfetto non fanno che rinforzare la mia tesi che la borghesia e il suo modello hanno capito ben poco della felicità.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Io non lavor i piatti da domenica sera. ma a casa non ci faccio entrare manco mio cuggino... Dio come voglio qualcuno che entri in casa mia e mi abbracci e io fo da mangiare e lui mette a letto il mio pupo. E ridiamo. E ci coccoliamo. E ci consoliamo. E crediamo negli uomini come dice il poeta. La voglio come l'aria. che bella questa tua storia, ma che bella. E' come aprire la finestra in primavera, mi risuona. Anche l'altra mi risuona, mi risuona fin troppo bene, quella precedente. Come una cappa di piombo che hai fatto tredici a uscirne. E concediamoci il lusso e l'intelligenza di dirci che amore è ciò che ci fa stare bene. O no?!

Un bacione,
Manuela

lanessie ha detto...

si.

:-D
Un bacione a te!

Giuli ha detto...

Perfetto!
quello bello e ricco mi sacrifico a prenderlo io!
Che non si butta via niente, va'!
Bacini

lanessie ha detto...

@giuly,
lumbard che ta set, né?
:-D

Annaira ha detto...

In questa mattina uggiosa, mi sono catapultata con il paracadute nella rete ed ho trovato questo post...mi è piaciuto...io ho sposato il secondo :D
Ciao e grazie

lanessie ha detto...

ma che bello :-)
grazie del commento!
un abbraccio
nessie

Fra ha detto...

Ciao, in questa mattina di tristezza nell'assoluta voglia di non pensare, girovagando per la rete sono passato per aNobii e sono incappato in questo blog e mi sta facendo del bene e vorrei essere come il secondo.