sabato, luglio 12, 2008


Lui dice che i segnali c’erano tutti e che io non li ho voluti vedere.
Probabile, viste le mie aspettative per il week end e il fatto che la stanza di vita quotidiana ha poi invece significato sentirsi dire da Stakanov “La coppia mi soffoca. Ti lascio”.
E così mi trovo adesso, che è sabato pomeriggio, e lui se n’è andato con un saluto di schiena, attraverso i suoi quattro zaini di vagabondaggio emotivo, a ripensare a sei mesi che non lasciano traccia di sé, se non nell’ostinato tentativo di costruzione di qualcosa da cui lui scappava.
Sono qui che realizzo, adesso, di non avere neanche una foto con lui.
Sono le cose stupide che rispecchiano meglio la realtà.

La mia stupida ostinazione nel vedere le cose che funzionavano, sempre meno, sempre più circondate nell’assedio delle sue cose da fare.
La mia disperata ostinazione nel pensare che erano le contingenze, era lo spirito padano del lavoratore. E adesso che scrivo piangendo come non ho pianto mai, vedo la realtà come non l’ho mai voluta vedere. Che l’importante era scappare da me.
La mia ostinazione autolesionista, quando avrei dovuto prendere io il coraggio e dirgli mesi fa che non era vita, una vita di assenze e di fughe.

E non importa, non importa che lui abbia passato un’intera notte al porto, con un’alba ad illuminare il mio pianto isterico, a dire che non sono io il problema.
Che anzi, abbiamo ipotecato i suoi casini per sei mesi di fronte alla bellezza del nostro stare insieme.
Non cambia nulla sentirmi dire che l’ansia, che la mancanza di respiro lo prendeva alla gola nelle mie assenze, all’idea di coppia e non alla sua dimostrazione.
Non cambia nulla, nel momento in cui la sua scelta è quella di scappare da me, che forse non sono il problema, ma certo ho collaborato alla sua emersione.

Così ho passato 20 ore ad imbruttirmi nel pianto e nella supplica, per tentare di conservare un’ora di più, una notte di più, la vacanza che sognavo avrebbe messo a posto tutto, dopo mesi di latitanza.

Ma sono stata veramente una pessima analizzatrice della realtà, a non capire che sarebbe stato proprio l’avvicinarsi della svezia, l’idea di quel mese insieme che lui aveva inventato per noi, quando ancora poteva pensarci al plurale senza terrorizzarsi da solo, a farlo scappare definitivamente, inseguito dalle sue paure che non ha mai avuto intenzione di risolvere.
Perché è tanto più comodo, un paravento di irrisolvibilità.

E adesso sono qui, con la sua assenza, con le cose che si è dimenticato, con il cuscino che profuma del suo sonno infantile, e senza neanche un ricordo che possa fissarsi nella memoria come il regalo di una storia d’amore lunga sei mesi.
Tonnellate di scappatoie, di tentativi, di controsensi, di doppi messaggi.
E il suo biglietto sullo specchio.

18 commenti:

SUB ha detto...

Proprio ieri ti avevo ladciato un messaggio di gioia...mi spiace amica Nessi, davvero.....

lanessie ha detto...

anche a me

il lettore padovano ha detto...

Ho un amico che mi ricorda il tuo stakanov.
Scappa da tutto quello che potrebbe renderlo felice, se questo prevede un cambiamento, una trasformazione, una crescita.
Mi dispiace molto. Per te e per lui.

lanessie ha detto...

lettore padovano, io credo che di lavoro tu faccia tipo lo psicanalista. E che ti diverti a farci vedere quante cose riesci a cogliere dai miei post confusi.
E ci prendi.
Spessissimo, ci prendi.
E anche questa volta minchiazza se ci hai preso.

Però secondo me la situazione è molto più complessa di così.
Ed è per questo che è ancora più triste.

lanessie ha detto...

Vedi, lettore padovano, io credo che la spiegazione che ognuno si dà delle cose sia, alla fine dei conti, la spiegazione vera, per sè stesso.

Stakanov ha spiegato il suo punto di vista qui
http://nomadisullespine.blogspot.com/2008/07/lora-dei-sottintesi.html
e credo si meriti la replica alla tua analisi, anche se lui non ti avrebbe mai risposto direttamente.

Il fatto che io sia d'accordo poco o niente con l'analisi ma soprattutto con le conseguenze e con i modi intransigenti, non rende la sua spiegazione nè più falsa nè meno sincera.

Timothy J. Dawbt, marinaio di foresta ha detto...

Non ho replicato qui perchè non è questo il luogo.

Grazie per avermi cmq dato spazio.

lanessie ha detto...

è esattamente quello che ho detto

SUB ha detto...

A volte la gente fugge davanti ai doveri senza rendersi conto che un impegno vale una montagna di felicità.
Conosco l'amica Nessi leggendo il suo blog (l'ho vista una volta sola) e mi sembra una persona dolce, riflessiva, simpatica e con tanto amore....
Non consco Stakanov ma credo che abbia fatto una delle sue piu grandi "belinate".
Io sono il meno titolato a dire certe cose (vero amica E.?) però so quanto possa essere complicata una vita assieme però so anche quanta gioia può dare.

Timothy J. Dawbt, marinaio di foresta ha detto...

Scusami, Sub, ma se fossero state le qualità della Nessie ad essere in discussione, niente c'era.

Sarò stralunato, emotivamente scompensato, egocentrico e anche troppo testardo, ma non sono completamente idiota.

E' ovvio che la questione ha radici più profonde.

e. ha detto...

Umpf.
Quando cercavo casa, la mia prima casa da sola, ne avevamo vista una molto bella, proprio davanti a Stavros. Ma non ce la sentivamo di dire di sì subito, poi il giorno dopo abbiamo chiamato ma qualcuno l'aveva già presa.
E noi eravamo tristi.
E il giorno dopo, su Attico c'era l'annuncio della casa di Gramsci29.
E allora abbiamo capito.

lanessie ha detto...

@ E.
Colta la metafora :O)

Anonimo ha detto...

vediamola così.. stakanov "ha pisciato nella cenere".
prima o poi se ne accorgerà, magari, è già successo.

cara Nessie, a pisciar nella cenere son buoni tutti,
e tu ti meriti una persona speciale, che come la casa di gramsci29 spunterà all'improvviso, come un'elfo dai verdi prati dell'isola di smeraldo.

puntoggi ha detto...

ohi, nessie. non entro nel merito. i motivi profondi e non detti son tanti e tali che guai se ci metto becco. e però c'è il mio abbraccio solidale e incondizionato che non guarda ai motivi ma agli effetti. e agli affetti. e bon. si vive. si cresce. si soffre. si impara. e ci sono gli amichetti che hanno già il tuo libretto di istruzioni e son pronti a rimetterti insieme.
e spesso quando sembriamo accasciati, non è perché siamo a terra. ma perché stiamo tendendo i muscoli per saltare più in alto.
:-)

compagnaamber ha detto...

"perché alla mia paura so dare mille nomi, e la felicità ne ha uno solo e troppo grande che non riesco a pronunciare."

poi lo so, che ci sono minchiamila cose ancora. ma quelle sono tue.

un abbraccio forte

lanessie ha detto...

Come vado ripetendo spesso ultimamente - cosa che avrebbe dovuto essere di per sè un segnale - grazie che ci siete, amici meravigliosi, nel blog, nelle mail, nei messaggi, nelle cene.

SUB ha detto...

Non metto in discussione la Nessi...anzi...
Al di là delle motivazioni che non conosco e anche se le conoscessi non spetta a me giudicare dico solo che per quanto mi riguarda chi ci perde, dopo questa storia e il male che prova la Nessi,è chi ha portato via armi e bagagli.
La mia solidarietà è incondizionata alla Nessi, non fosse altro per quello che sperava, per l'attesa che ha provato, per l'amore che prova....
Ma lo ripeto...sono il meno titolato a parlarne.

(ma riuscite a mettermi in croce anche quando -maldestramente- cerco di fare una coccola....ma si sa che a me vengono male.

lanessie ha detto...

ma no, dai. Lo capiamo perfettamente che sono coccole. E grazie! :O)

Andre ha detto...

Un abbraccio, dolce Nessie, mi spiace...