mercoledì, ottobre 08, 2008



C'era una volta io che non mi arrabbiavo mai con gli estranei.
Che avevo questa sorta di timore reverenziale dell'istituzione e degli uomini dietro al bancone, o dietro allo sportello.
Sempre io che dicevo Ah, mi scusi.
Resti sbagliati, scontrini al ribasso, abusi di potere: mi arrabbiavo sempre dopo.
Zitta e incazzata, pronta a prendermela con chi non c'entrava, con chi aveva la sfiga di incontrarmi subito dopo.
(Poi l'ho scoperto, al laboratorio di gestione del conflitto, questa cosa dell'altalena M- m
Io facevo sempre il ruolo m, con le istituzioni, e poi mi trasformavo in M con chi non c'entrava niente.)

Ma 27 anni di lamentele sopite nei confronti dei burocrati e dei ladri istituzionali, dovevano pur uscire da qualche parte.
A furia di accumularsi, doveva succedere un esplosione di magma nevrotico antistituzionale.

Stamattina alle nove, l'amministrativa del municipio prima mi ha chiamato e poi mi ha riattaccato il telefono in faccia due volte, dopo due settimane di insulti in burocratese subiti passivamente dalla sottoscritta.
Sottoscritta che, per inciso, non ha nessuna colpa nella situazione in corso.

Ho avuto il nervoso tutta la mattina, per questa cosa delle telefonate riattaccate in faccia.
Per calmarmi sono andata dal parrucchiere.
Mi sono fatta coccolare i capelli, e sono tornata in ufficio che ero diventata un M enoooooorme.

Dieci minuti fa ho richiamato in municipio, per parlare con la donna dei conti isterici.
Ero un M che esondava fino all'ascensore.
E me la sono mangiata viva.
Ho iniziato ogni frase con ADESSO LEI STA ZITTA E MI ASCOLTA.
Ho continuato con NON OSI RIATTACCARMI IL TELEFONO IN FACCIA.
E, non contenta, ho anche aggiunto DEVO PARLARE CON I SUOI SUPERIORI?.

Alla fine ha ceduto e mi ha passato una collega, sana di mente, mentre lei continuava a sbraitare, nel suo delirio amministrativo, lontana dalla cornetta.
Con la collega abbiamo risolto tutto in cinque minuti.

Quando ho messo giù mi tremavano le mani e avevo lo stomaco piccolo piccolo.
E nel corridoio si tagliava il silenzio col coltello da pesce.
Piano piano il mio M si è mosso come un blob gelatinoso ed è rientrato dalla porta.
Mi sono ripresa, il nervoso è uscito tutto invece di stare lì a pesare sul mio fegato, e sto molto meglio.
E adesso, che realizzo che sono molto più calma e rilassata di stamattina...

..quasi quasi la richiamo io, la donna dei conti isterici, e le faccio una scenata anche per quella volta che mi hanno trattato male alla segreteria dell'università

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ah, eri tu che gridavi, questa mattina!

^_^

lanessie ha detto...

e dire che dovresti riconoscerle facile, le mie incazzature
:O)

O'Pastore ha detto...

Come la storia del tizio che sbaglia numero, e visto che quello che risponde è uno stronzo, si marca il numero con scritto a fianco "STRONZO", così, quando è teso, telefona al tizio e gli grida: "STRONZO!!" e attacca!!

:-)