lunedì, agosto 30, 2010
domenica, agosto 29, 2010

Prima di arrivare ad ucciderci, è sembrata ad entrambi l'unica soluzione possibile.
Abbiamo annullato il furgone e gli amici e ci siamo concessi una giornata di mare e vicoli in cui Quell'Uomo ha bevuto decisamente troppo caffè.
E al ritorno abbiamo prenotato l'aereo.
Berlino.
Da martedi a sabato.
Abbiamo ricevuto la conferma da swiss air che erano le tre e quaranta del mattino.
Decisamente, troppi caffè.
La nostra guida galattica per autostoppisti sarà "Berlino per squattrinati", scovata dietro michelin, mondadori e Touring club, da Feltrinelli.
Io a Berlino ci son stata
col Paolino
era un po' triste, molto grande, c'era il corteo del primo maggio con la gente con le bottiglie contro la polizia, io che erano passati tre anni dal g8, il panico ancora fresco, non sono stata benissimo.
Anche se è evidente che lo sbirro tedesco, adesso, è altra cosa da quello italiano: ti dà del Lei, per dire.
Però, non so, il g8, il dna, loro che comunque tedeschi sono e restano, il peso della storia non si annulla in un paio di generazioni, io quella notte di bottiglie e camionette, Berlino non me la ricordo divertente.
Bella.
Grande.
Con un sacco di cose, un sacco.
I parchi.
Le cose che funzionano a tutte le ore.
La birra verde e quella rossa.
E le bandiere di Mao a kreuzberg.
Affascinante.
Ma divertente no.
Adesso torno a perdermici per 4 giorni, sei anni dopo.
Che buffo.
Tutto avrei pensato per questa fine estate.
Doveva essere falce & pennello.
Prima doveva essere Cuba.
Poi doveva essere Istambul.
E alla fine è Berlino.
Abbiamo poche idee. Ma in compenso confuse.
lunedì, agosto 23, 2010

Ci vuole ben altro a deprimere la nessie.
Ad esempio la litigata del secolo.
L'ikea è il campo minato delle giovani coppie.
Se poi il lui della giovane coppia si interessa all'arredamento quanto lei alla fisica quantistica, e la lei sono io, è facile intuire la crisi.
La quarta visita all'ikea è stata fatale.
Il problema è che lui è un fottuto razionale.
E io non faccio che dirmelo che questa cosa mi salva la vita.
Perchè è vero che mi salva la vita.
Però la razionalità è una cosa brutta.
Utile, ma brutta.
E soprattutto io non la capisco.
Non lo capisco, un tranquillo ragionamento lineare e razionale.
Io devo aggiungere le variabili, i dubbi, i cambiamenti di idea, le contrapposizioni, le contraddizioni e anche la bellezza della farfalla sul muro, nel mio discorso. Come lui aggiunge l'ingrediente segreto ai suoi meravigliosi piatti.
Sono fatta così.
Io non capisco la sua linea retta tra A e B e lui non capisce la bellezza di un cerchio concentrico a forma di chiocciola che unisce A e B, forse. O forse no.
Però io non mi arrabbio davanti alle sue linee rette. Lui impazzisce davanti ai miei cerchi concentrici.
Il mio metodo è quello di provare a fargli capire che lui e le sue linee rette mi salvano la vita, ma io e le mie linee concentriche gliela arricchiamo.
A me sembra un discorso facile.
Ma forse è come il color glicine, il nervoso pre mestruale e i ponti di madison county. Forse è una cosa da femmine.
Allora, in questo momento di crisi, dove sto scoprendo l'infinita difficoltà di litigare in convivenza. Che vuol dire litigare e poi dividere comunque il letto.
In questo momento di crisi io gli ridipingerei di Giallino Mani di Fumatore le sue pareti, smonterei uno a uno i mie mobili ikea, così belli ma così poco adatti a casa sua, e me ne andrei, portandomi via gatto e cerchi concentrici a forma di chiocciola.
Così mi sento.
Una linea retta tra me e il mio ritorno all'autonomia.
Oppure Quell'uomo impara che si può anche perdere tempo, per arrivare da A a B.
E che le farfalle sul muro sono importanti.
Nè più nè meno dell'olio negli ingranaggi.
lunedì, agosto 16, 2010
Sono in un albergo svizzero, fuori diluvia e io ho una tastiera con le lettere spostate.
Qwertzu.
Fuori diluvia, fa freddo e abbiamo completamente sbagliato la valigia.
Non che io avessi molte chances, che fuori dagli scatoloni avevo soltanto canottiere e un golfino di cotone di saldo.
E' la settimana della ripresa dalle dodici fatiche di ercole, di un anno fatiocoso, tre traslochi, tre case, una convivenza i muri da dipingere eccetra eccetra che ne ho già parlato abbastana.
Sono in un albergo con una tastiera qwertzu ma anche un massaggio per la riattivazione linfatica da prenotare nel pomeriggio. Quindi la valutazione non puo' che essere positiva.
Sto dormendo tantissimo.
Tipo 12 ore al giorno.
Faccio la vita del neonato: oltre ai bisogni primari gioco soltanto a canasta dopoil caffè del dopo cena.
Mi sento come quelle che le mandavano nei sanatori di lusso dopo le operazioni difficili, o dopo la tisi o il vaiolo o la scarlattina da adulte.
La mia vacanza di coppia sembra che non ce la faremo, a farla.
Istambul sfuma nuovamente all'orizzonte. Non ci sono i soldi e soprattutto non c'è il tempo, che tra noi e il ritorno definitivo al lavoro c'è ancora l'ikea, il montaggio dell'ikea, gli zoccoli neri, le porte smaltate, la finestra della camera da riparare, il mobile della stanza, le scatole da portare e da svuotare.
Io che nella coppia gioco a fare l'irrazionale, e mi riesce benissimo, dico Figurarsi se Istambul non ci sta.
Lui che gioca a fare il razionale, e questo ci salva la vita, dice Secondo me sei un po' scema.
E' vero che, oltretutto, c'è da pensare alla riapertura del Circolo Luogo dell'Anima, che ha un sacco di buone speranze all'orizzonte, come il riscaldamento, la cucina, i frighi nuovi, gli aperitivi, la musica al piano di sopra.
E non è che le cose succedono da sole, se uno è a istambul. Se vogliamo riaprire in tempo per la notte bianca, io mi sa che c'ho da esserci, la prima settimana di settembre.
E attenzione che questa volta la razionale la sto facendo da sola.
Che brava.
Insomma, mi sa che rinuncio alla mia vacanza di coppia, e la scelta mi pesa come se avessi ingoiato un'anguria con la buccia.
Pero' ho una parete arancione, mi dico.
E sapremo trovare delle valide alternative alla vacnza, tra il cielo e la stanza.
Ci vuole ben altro ben deprimere la nessie.
Qwertzu.
Fuori diluvia, fa freddo e abbiamo completamente sbagliato la valigia.
Non che io avessi molte chances, che fuori dagli scatoloni avevo soltanto canottiere e un golfino di cotone di saldo.
E' la settimana della ripresa dalle dodici fatiche di ercole, di un anno fatiocoso, tre traslochi, tre case, una convivenza i muri da dipingere eccetra eccetra che ne ho già parlato abbastana.
Sono in un albergo con una tastiera qwertzu ma anche un massaggio per la riattivazione linfatica da prenotare nel pomeriggio. Quindi la valutazione non puo' che essere positiva.
Sto dormendo tantissimo.
Tipo 12 ore al giorno.
Faccio la vita del neonato: oltre ai bisogni primari gioco soltanto a canasta dopoil caffè del dopo cena.
Mi sento come quelle che le mandavano nei sanatori di lusso dopo le operazioni difficili, o dopo la tisi o il vaiolo o la scarlattina da adulte.
La mia vacanza di coppia sembra che non ce la faremo, a farla.
Istambul sfuma nuovamente all'orizzonte. Non ci sono i soldi e soprattutto non c'è il tempo, che tra noi e il ritorno definitivo al lavoro c'è ancora l'ikea, il montaggio dell'ikea, gli zoccoli neri, le porte smaltate, la finestra della camera da riparare, il mobile della stanza, le scatole da portare e da svuotare.
Io che nella coppia gioco a fare l'irrazionale, e mi riesce benissimo, dico Figurarsi se Istambul non ci sta.
Lui che gioca a fare il razionale, e questo ci salva la vita, dice Secondo me sei un po' scema.
E' vero che, oltretutto, c'è da pensare alla riapertura del Circolo Luogo dell'Anima, che ha un sacco di buone speranze all'orizzonte, come il riscaldamento, la cucina, i frighi nuovi, gli aperitivi, la musica al piano di sopra.
E non è che le cose succedono da sole, se uno è a istambul. Se vogliamo riaprire in tempo per la notte bianca, io mi sa che c'ho da esserci, la prima settimana di settembre.
E attenzione che questa volta la razionale la sto facendo da sola.
Che brava.
Insomma, mi sa che rinuncio alla mia vacanza di coppia, e la scelta mi pesa come se avessi ingoiato un'anguria con la buccia.
Pero' ho una parete arancione, mi dico.
E sapremo trovare delle valide alternative alla vacnza, tra il cielo e la stanza.
Ci vuole ben altro ben deprimere la nessie.
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mercoledì, agosto 11, 2010
Se l'argomento sono i lavori in casa, il mio consiglio è di non credere mai, mai nè a voi stesse nè a lui, in quel preciso momento in cui vi starete guardando teneramente negli occhi dicendo E' solo questione di qualche giorno, amore.
Dare il bianco in bagno
Dare il bianco in cucina
Dipingere di arancione un muro 3x4
Dipingere di arancione una nicchia nel muro
Ridare il bianco nella parte alta della sala
Pulire dai resti del bianco e dalla polvere dei muri la camera da letto
Pulire dai resti del bianco e dalla polvere dei muri la sala
Pulire dai resti del bianco e dalla polvere dei muri la cucina
Pulire dai resti del bianco e dalla polvere dei muri il bagno
Fare una valigia.
E soltanto perchè abbiamo rinunciato a
Colorare un pezzo di muro della camera da letto
Fare gli stencil, in camera da letto
Pulire dietro gli elettrodomestici della cucina
Ristuccare dove il muro è venuto giù
Ripassare sul finto zoccolo nero
Colorare il gradino sotto la finestra
Colorare le porte.
Endrigo, della via dei matti, secondo me aveva sottovalutato la polvere.
domenica, agosto 08, 2010

Poteva essere un agosto afoso.
Potevamo avere una casa di 300mq con giardino da svuotare e dipingere.
Potevamo abitare a Villa Certosa.
Potevamo avere due gatti, un pitbull, un canarino e un pesce parlante.
Potevamo abitare all'ultimo piano senza ascensore.
Potevamo essere due persone prive di ironia.
Potevamo essere due cocopro senza ferie.
Potevamo non avere un motorino e andare una volta alla settimana all'ikea a cambiare idea, ma in autobus.
Così invece ce la caviamo.
All'ikea ci andiamo in motorino, quando parte.
Non litighiamo mai più di due volte al giorno.
Oggi, ad esempio, per il colore della stanza (hai detto che verde acqua fa ospedale? si, l'ho detto. L'hai detto solo perchè l'ho proposto io. No, il verde acqua fa ospedale. Se l'avessi proposto tu sarebbe stato un colore molto trendy. Può darsi, ma così fa ospedale.) e per le carote bio.
Ci dividiamo i compiti in maniera equa. Lui porta la latta da quattordici chili, che fa tanto maschio, io due sacchetti e una latta piccola, che probabilmente fa quattordici chili uguale, ma sembra meno.
Lui fa finta di lasciare a me l'ultima parola e io faccio finta di accontentarmi di averla avuta vinta.
Puliamo vomito di gatto, entrambi.
Diamo lo stucco alle sette di sera, insieme.
Poi io finisco di dare lo stucco e lui cucina una meraviglia di carote alle spezie.
Che adesso ho un'acidità di stomaco che levati, ma non glielo dirò mai.
Sopravviviamo all'aglio cucinato in tutti i modi conosciuti dal genere umano da suo padre, che è un altro tunisino sotto mentite spoglie, se non fosse per l'arredamento, i capelli e l'aglio, appunto.
Facciamo un sacco di casini e ci succedono un sacco di cose buffe.
Tipo io ho versato l'acquaragia nel casco nuovo.
E lui si è trovato, vestito da babbo natale muratore - maglia bianca, pantaloni corti rossi e due sacchi della spazzatura condominio xxl - in mezzo ad un rinfresco di nozze di amici suoi.
Io più casini, lui più cose buffe.
La cosa più incredibile è scoprire ogni giorno un intero spazio da cui non avevi ancora eliminato la sua vita precedente, nè pulito, nè spolverato. In 70 mq. In questa casa che entri in frigo, il bagno è un box doccia, le camere sono sempre due. In questa casa che non ha angoli, tutto arrotondato, tutto imperfetto. La casa entropica. Ogni giorno qualcosa di nuovo, vitale e impolverato.
Ascoltiamo della musica bellissima, lui mi fa cantare e poi mi batte sul ritornello.
Come correre i 200 metri con Bolt che si sta ancora allacciando le scarpe al fischio dell'arbitro.
Io canto e stono e non ci arrivo e non so le parole e mi dimentico i pezzi e sono calante e sono crescente e me ne fotto e continuo a cantare. Lui arriva sul ritornello e sembra che si sia accesso il surround. Chi non gli piacerebbe correre con Bolt? Mica pensi di vincere.
Abbiamo 4 giorni per fare tutti i muri, stucco bianco e colore.
Abbiamo pezzi di casa sparsi ovunque, in vico dolcezza, nella casa dei parenti, sotto il letto, all'ikea, da
castorama, alla gringott.
Abbiamo un'aspirapolvere senza l'ultimo pezzo, un bagno senza porta, i muri senza caloriferi, due gatti senza pazienza, una cucina senza cucina, un divano senza cuscini, i muri senza angoli, due finestre senza luce.
Io mi sento endrigo, in via dei matti al numero zero, ed è un agosto fantastico.
venerdì, agosto 06, 2010

Quelli che...fanno portare via tutti i mobili e poi non sanno dove mettere le cose. Oh yeah.
Quelli che...passano le serate a cercare una collocazione all'Esubero. Oh yeah.
Quelli che...però finiscono entro la mezzanotte. Oh yeah.
Quelli che...dopo il diluvio, i mobili. Oh yeah.
Quelli che...trovano uno svuotacantine allergico alla polvere. E sono tutti cazzi suoi. Oh yeah.
Quelli che.. portano via i mobili ed emergono i morti. Oh yeah.
Quelli che...ci sono tracce ovunque di vite precedenti. Oh yeah.
Quelli che...non sanno da dove iniziare a pulire. Oh yeah.
Quelli che...presi dalle pulizie quasi si presentano alle 9.30 ad un concerto che è in programma il giorno dopo. Oh yeah.
Quelli che...il microonde torna bianco. Oh yeah.
Quelli che...vanno due volte da castorama e tre all'ikea e non hanno ancora deciso cosa cazzo fare. Oh yeah.
Quelli che...hanno deciso per tre pareti bianche e una colorata, ma non sanno quale colore scegliere. Oh yeah.
Quelli che...potrebbero risolvere il dilemma del muro colorato con il pirandelliano Abbattimento della quarta parete. Oh yeah.
(...continua, ovviamente...)
giovedì, agosto 05, 2010
martedì, agosto 03, 2010

Se tre traslochi vi sembran pochi...provate vooooi a traslocaaaaar.
C'ho il trasloco nel karma.
Sempre, ma quest'estate particolarmente.
Ho chiuso con la casa delle pulci.
Ho fatto le scatole battendo il precedente record assoluto: 12 ore di lavoro effettivo tra la prima e l'ultima scatola, pulizia della casa compresa.
Abbiamo caricato tutte le scatole nella kangoo, che si dimostra un miracolo della fisica, e le abbiamo trasportate nella loro casa provvisoria.
Poi siamo tornati a casa e siamo svenuti.
Il giorno dopo ho attaccato l'ufficio.
Il materiale di un anno si era accumulato in stratificazioni di difficile comprensione e gestione, obbligandoci al 3000 siepi per raggiungere il computer.
Armi, bagagli e gli inseparabili sacchetti della spazzatura XXL condominio hanno fatto il resto.
Contiamo di finire il repulisti entro domani.
Roba da dilettanti.
Adesso rimane.
Lo sgombero mobili orrendi dalla casa della convivenza.
La pulizia.
Lo stucco.
Il bianco.
Il colore.
Il montaggio mobili nuovi.
Il trasloco dalla casa provvisoria delle scatole.
La messa a posto.
La pulizia definitiva.
Le ferie.
...e noi fare-emo come la ci-i -na e suone-e-remo il campanel. E suonere-e-mo il campane-e-llo stucco e pennello trionferà.
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mercoledì, luglio 28, 2010

Non c'è niente come una casa nel delirio per farti sentire in colpa a scrivere il post della pausa pranzo.
Potrei usare i tre quarti d'ora che mancano all'equipe per fare un sacco di cose utili: fare scatole degli Oggetti del Paradiso, avere il coraggio di aprire il Baule dell'Ignoto, fare una prima selezione delle cose che navigano tra i ripiani della camera per permettere a Quell'uomo di fare la seconda, la Definitiva.
E invece mangio semola di cus cus unito all'avanzo delle seppie e piselli di ieri sera mentre i due gatti si scannano sulle sedie ai loro ultimi giorni di vita.
Le sedie, non i gatti.
Potrei usare i tre quarti d'ora che mancano all'equipe per fare un sacco di cose utili: fare scatole degli Oggetti del Paradiso, avere il coraggio di aprire il Baule dell'Ignoto, fare una prima selezione delle cose che navigano tra i ripiani della camera per permettere a Quell'uomo di fare la seconda, la Definitiva.
E invece mangio semola di cus cus unito all'avanzo delle seppie e piselli di ieri sera mentre i due gatti si scannano sulle sedie ai loro ultimi giorni di vita.
Le sedie, non i gatti.
Ci sarà un momento che guarderò il calendario e dirò Ma come abbiamo fatto ad arrivare a fine agosto con ancora tutte queste cose da fare?
E sarà in quel momento che mi ricorderete della semola di cus cus davanti al post di oggi.
E' un periodo che quando trovo il tempo di aprire la pagine bianche del post, penso che dovrei scrivere di sociale e di politica, ma poi non mi viene, dopo tutto questo narrare di pulci, scatoloni e sentimenti.
Però sappiate che rispondo alla carenza buttando ami con attaccati succulenti vermi politici ad ogni sconosciuto possibile. Vis à vis.
Ieri, per esempio, al baretto del parco di un luogo sconosciuto ai più sulla Salerno-Serravalle, uscita Busalla, sono riuscita a fare passare con la settantenne che mi stava scaldando il toast per pranzo che:
E' un periodo che quando trovo il tempo di aprire la pagine bianche del post, penso che dovrei scrivere di sociale e di politica, ma poi non mi viene, dopo tutto questo narrare di pulci, scatoloni e sentimenti.
Però sappiate che rispondo alla carenza buttando ami con attaccati succulenti vermi politici ad ogni sconosciuto possibile. Vis à vis.
Ieri, per esempio, al baretto del parco di un luogo sconosciuto ai più sulla Salerno-Serravalle, uscita Busalla, sono riuscita a fare passare con la settantenne che mi stava scaldando il toast per pranzo che:
- è facile lamentarsi dei politici, ma ha visto che buonauscita prende l'amministratore delegato della BP? E poi ci vengono a dire che il privato è meglio del pubblico.
- certo che è dura essere ancora dietro ad un bancone di un bar a settantanni, ma pensi agli operai della fiat, che adesso delocalizzano le fabbriche. Con tutte le sovvenzioni statali che ha sempre preso la Fiat. Hanno sempre fatto così, signora, sono nazionalisti solo quando fa comodo a loro.
- Mi dà una bottiglietta d'acqua gasata? Con tutto che di solito l'acqua me la porto, eh. Ma oggi non ho neanche il pranzo. Però certo che l'acqua è giusto che sia di tutti, no? Infatti ha visto la raccolta firme per il referendum? E' importante, il referendum.
Ecco, così.
Porta a porta.
Nel senso A.V., Avanti Vespa.
Porta a porta come quando si consegnava l'Unità.
Non sarà un lavoro di massa, ma funziona. Perchè poi la gente ragiona, eh. Che la gente sia stupida non è una tesi nostra, è una tesi loro. Bisogna ricordarselo.
Io ho delle categorie preferite con cui fare politica ad personam.
I tassisti e quelli che attaccano bottone per primi. E le commesse delle catene in franchising, se il negozio è vuoto.
Non sarà un gramsciano lavoro di massa, ma dovete provarci: è molto più divertente che parlare del tempo.
lunedì, luglio 26, 2010
L'errore è che non sto tenendo il conto dei sacchi di spazzatura XXl condominio che stiamo buttando via.
Credo che siamo al decimo o all'undicesimo.
E la casa, in tutto, è 45mq.
Cosa, un maschio varie volte single di 42 anni non riesca ad accumulare in un appartamento, potrebbe essere materia d'indagine.
Io vi dico solo che la mia top3 prevede:
Terzoposto: una maschera a gas
Secondoposto: "La vera guerra", R. Nixon, ed. Corno
Primoposto: una tazza con disegnato un camion, con il vetro oscurato tipo argentato, che quando la tazza si riempie, dal vetro oscurato emerge un signore con un paio di occhiali da sole degli anni '80 e una pubblicità tipo Tamoil.
No, la tazza e Nixon non li abbiamo tenuti.
La maschera a gas si, è fichissima.
E i trasferelli degli anni '70 categoria "I beduini", li abbiamo tenuti.
E una gabbia da uccellini uscita dritta dritta dalle Mille e una notte.
E anche il corano in miniatura, metti mai. Lo piazziamo vicino alla tazza di Lady D. Che non è quella della foto, ma insomma, diciamo che il design è simile.
Lo ammetto, mi sto divertendo come una pazza, in questo repulisti dove ho il suo benestare nel scegliere (quasi) tutto quello da tenere e quello da buttare.
Ogni tanto interviene, lui.
Ha salvato Buzzati, il deserto dei tartari, che a me fa schifo schifissimo e mi sembrava non si meritasse il paradiso insieme agli Ignacio Taibo II, ai Pennac, agli Erri de Luca, ai Simenon, agli Izzo.
E invece Quell'uomo l'ha ripescato dall'Inferno dentro cui era piombato insieme a Baricco, Nixon, Brizzi. Insieme a Cucina con fantasia, La Cucina creativa e Antipasti. Insieme al Grande Camelino di peluche, al delfino di vetro, ai quaderni dei conti dell'azienda datati 1993.
Buzzati si è salvato.
Ma il resto non sta passando, attraverso il setaccio della sopravvivenza, in attesa dell'arrivo dei mobili nuovi e delle scatole e scatole dei miei, di libri, che Quell'uomo secondo me non ha mica capito ancora cosa lo aspetta.
In tutto ciò, tra sacco XXL e l'altro, sono ancora chiusa fuori casa, sto ancora aspettando l'ok della disinfestazione per poter fare le scatole e abbandonare definitivamente la Casa numero 14.
In tutto ciò, tra una scatola e l'altra, ho ancora i centri estivi, ho ancora gli adolescemi, ho ancora il riordino dell'ufficio e la progettazione in vista dell'autunno.
Però tutto si tiene magnificamente insieme.
Abbiamo il Quaderno della Convivenza, ci regaliamo i concerti, le canzoni notturne, gli spettacoli teatrali. Scandagliamo tutto quello che di gratuito offre questa città, incredibilmente e meravigliosamente attiva quest'estate, e ci precipitiamo a destra e a manca con un motorino che chiede pietà e restauro.
Lavoriamo 8 ore e ci sembra sempre che quella sia una piccola parentesi, il lavoro, perchè è nelle altre 16 ore che facciamo cose, prepariamo la convivenza, impariamo a sopportarci e a prenderci in giro.
Siamo due insopportabili maschi alfa, ma stupidamente e reciprocamente innamorati.
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giovedì, luglio 22, 2010

Se vi consola, non faccio in tempo neanche a leggere le mail.
Giro per centri estivi così tanto che sono molto, molto più abbronzata di quando ho fatto tre giorni sul mar rosso e quei 15 giorni in sardegna nel 2003.
Mi dicono che la giusta definizione l'ha data Monica Vitti negli anni '70.
Tette biscottate.
Ecco.
Si, poco fine, va bene.
Ma mi sembrava rendesse l'idea.
Ma poi torno, eh, torno.
E man mano che perderò l'abbronzatura, scriverò.
E ne sarò ben felice.
Che, ora come ora, ho un tale segno del costume che mi sento bionda.
venerdì, luglio 16, 2010
giovedì, luglio 15, 2010

I concerti estivi sono una cosa bellissima perchè li puoi sentire anche senza pagare il biglietto.
Ieri, noi coppia immersa nella crisi economica e con una previsione di spesa all'ikea, ci siamo piazzati fuori dai cancelli dell'Arena del mare a sentire Diana Krall.
Era noiosa, un po'.
Brava, eh, e bravini i musicini, però un po' noiosa.
Per fortuna che andare a vedere i concerti ai tempi della crisi vuol dire anche arrivare in ritardo e potersene andare prima dei bis.
C'era un bel po' di gente, che si ascoltava Diana Krall fuori dai cancelli, ieri.
A me è una scena che mi è piaciuta tanto.
Perchè l'arena del mare non è che ci passi davanti per caso, senti la musica pensi Oh, è Diana Krall, mi fermo un po' ad ascoltare.
All'Arena del mare ci devi andare proprio apposta.
E simbolicamente era una scena bellissima, perchè gli organizzatori hanno tirato su una fila di container che sembra la zona rossa, e le transenne in fondo, e poi delle altre transenne più avanti, così che proprio nessuno potesse scavalcare e rubare trenta euro di bigletto.
Ma tanto si sentiva lo stesso.
Era una scena bellissima, perchè mi sembrava proprio il concetto del pubblico che vince sul privato.
Che puoi tirare su le transenne e pagare quelli con la maglietta con scritto Staff per essere proprio sicuro che io non entrerò senza biglietto, ma noi, seduti lì fuori, la musica la sentivamo nè più nè meno di quelli dentro.
E con un sacco di libertà in più. Le chiacchiere, lo svacco, i commenti ad alta voce.
Così mi sono divertita molto.
Che se invece avessi pagato trenta euro, che li pagherò per Bollani, perchè abbiamo estratto un concerto dell'estate che ci paghiamo e ha vinto Stefano Bollani, ma se avessi pagato trenta euro per Diana Krall adesso avrei scritto tutto un post dicendo Brava eh, ma troppo jazz, troppo free.
E invece così posso meravigliosamente dirvi Diana Krall? Un po' noiosa, ma così divertente...!
mercoledì, luglio 14, 2010

Tornata stanotte dal meeting antirazzista di Cecina.
Ho trentacinque mail di lavoro a cui rispondere, e scrivo il blog, che tanto i corridoi sono deserti e afosi, io sto sudando sette camicie e un vestito color cartazzucchero, e ricominciare a lavorare non è mai cosa semplice.
Mentre ero via sono successe delle cose bellissime.
Intanto ho ricevuto una mail piena di cose carine da un amico lontano, e devo soltanto trovare il tempo per rispondere.
Ma soprattutto.
Indovinate un po'.
Rullo di tamburi.
Trombe e fanfare.
Trepidazione.
Le pulci sono morte.
Kaputt.
Distrutte.
Arrese.
Sterminate.
Come sempre, uno fa un mese di battaglia, e poi al momento della vittoria non c'è.
Assenza giustificata al 24 di aprile.
Che fossero morte, me l'ha detto Quell'uomo, che è entrato nella casa numero 14 insieme a Colui che tutto può con il suo spruzzino velenoso, e ha certificato la morte definitiva delle bestie.
Il coroner delle Piaghe d'Egitto.
Colui che tutto può con il suo spruzzino velenoso, mi ha mandato a dire di non pulire il pavimento, non ancora, che metti che ne risorge una, una sola, subito affoga nel ddt di ultima generazione.
Ma io non ho nessuna intenzione di pulire.
Io adesso faccio su scatole e scatole e me ne vado.
Il Polpo Paul, l'oroscopo di Breznev su Internazionale, i saldi dell'Ikea e altri inequivocabili e scientifici segnali mi dicono che è decisamente il momento del gran salto.
Casa numero 15: La Convivenza.
Tornare da Cecina, ieri, e sentirsi a casa, non ha prezzo.
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venerdì, luglio 09, 2010

Il suono Blog non è mai stato così onomatopeico.
Mi sto sciogliendo, e ve lo scrivo qui, sicura di trovare condivisione e comprensione
Sono puzzolente e sudata come un grasso bluesman della Luisiana, pace all'anima sua.
Sua della Luisiana, non del bluesman.
Ieri sono morta.
Sono tornata dal centro estivo e sono svenuta sul divano.
Morta lì e risorta tipo oggi.
In tempo per l'ennesima disinfestazione dalle pulci.
Pensavate mica che avessi cambiato argomento?
Io mi sono fatta l'idea che la Scienza delle Disinfestazioni sia qualcosa di simile alle Leggende Metropolitane.
Ho un liquido che se lo dai dopo tre giorni le pulci muoiono.
Ho un cugino che gli è bastato l'olio essenziale dell'erboristeria.
Io una volta ho visto una pulce che sembrava il coccodrillo delle fogne di new york.
E tutti a dire che quello prima ti ha raccontato una boiata, lo sanno tutti che quel sistema non funziona.
Prova questo, invece.
Questo funziona sicuro.
E così abbiamo superato la boa del mese di convivenza, disinfestazione dopo disinfestazione.
Ne parlavamo ieri.
Galeotte furono le pulci.
Due decostruzionisti della coppia come noi, non avrebbero mai accettato di dirsi Ok, da adesso si vive insieme.
Avremmo accampato scuse e ritardi e rimandi e Non posso.
Così invece ci siamo trovati.
Volenti o nolenti, un piano b non c'era, non c'erano scuse.
E funziona.
Funziona magnificamente bene.
Belli, stravolti e felici.
Un po' tesi, nel primo periodo, ma sempre meno, sempre meno, sempre meno...
Siano benedette le piaghe d'egitto, se portano alle Tavole della Legge di una relazione felice ma - Signore ti avviso - io non sono così tanto ebrea, e lui non è così tanto arabo: siamo pronti a sopportare insieme soltanto fino alla Moria del Bestiame.
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lunedì, luglio 05, 2010

Io credo che mi arrendo.
Riepilogo: due disinfestazioni con lo zyklon b della bayer, con me stessa medesima generale delle forze armate.
Una pulizia generale ed etnica, Generale Cenerentola, con repellenti e alcool.
Due fumogeni - uno tirato dal Generale Mac Chrystal e uno dalla Memoria del 30 giugno.
Tre settimane senza un gatto nè un umano per sfamarsi.
E sono vive.
Vive, vegete e numerose.
Sono entrata con il mio vestito di scena, la tuta da imbianchino usa e getta, e sono stata come al solito ricoperta da questi adorabili esseri del Signore.
Costantino, l'Uomo delle Pulci, dice che a questo punto si arrende anche lui.
Io emigrerei anche subito, che tanto ormai non mi ricordo quasi più la strada di casa, ma la questione è Come portare via le mie cose?
Intanto Come portare via le mie cose e non le pulci?
Ma anche Come stare dentro casa senza essere divorata? Perchè la tuta da imbianchino rende visibile il nemico, ma non previene dai morsi.
E se qualcuno di voi ha fatto un trasloco a luglio, nella sua vita, sa che inscatolare libri con addosso tre strati di vestiti, guanti e cappello non è consigliato dalla bibbia di Gondrand.
Io di traslochi a luglio ne ho fatti parecchi.
Il più famoso, in questo periodo di 9 anni fa, ad una settimana dal G8.
Allora, mi dico, le pulci non possono essere peggio del luglio 2001.
Non c'è stato niente di peggio del luglio del 2001.
La vivo così.
Tipo come se avessi casa in zona rossa e non potessi tornarci.
Ho una tuta bianca, ho degli esseri merdosi che occupano casa mia, ho un padrone di casa ignavo, sono tutta piena di ponfi e graffi ( i graffi sono miei, ma guai a voi se dite che è come la storia della molotov).
Insomma, è come sempre una grande metafora.
Il Signore delle pulci mi ha detto che una soluzione potrebbe essere quella di innondare il pavimento con una sostanza bianca e velenosa.
C'è un attrezzo apposta, per farlo.
Non so, facciamo che ci penso.
Detto fra noi, mi ricorda decisamente troppo un estintore.
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